VITTORIO GRANCHI PITTORE DELL’AMIATA

 Il Comune di Castel del Piano, nella rinnovata sede del
 cinquecentesco Palazzo Nerucci, presenta per la prima volta  in modo
 organico, una serie di opere pittoriche di Vittorio Granchi (1908-1992)
tutte realizzate dal 1947 al 1992 a Castel del Piano e negli altri
 paesi dell’Amiata territorio del quale il pittore e restauratore
 fiorentino fu un attento cultore e iconografo a partire dagli anni ’40
 del Novecento, contribuendo con le sue opere a farne conoscere i valori
 ambientali e il patrimonio artistico anche al di fuori della Toscana.
 Figura assai nota nel campo del restauro svolse un ruolo fondamentale
 come membro del famoso “Gabinetto Restauri” della Soprintendenza alle
 Gallerie di Firenze cui dette fin dagli anni ’30 un contributo di
 assoluta eccellenza con interventi straordinari e ormai considerati
 storici – famoso quello sul Crocifisso di Cimabue alluvionato – e fu
 determinante per il costituirsi della “Scuola Fiorentina del Restauro”.
 Un’articolata giornata di studi tenutasi a Firenze all’Accademia delle
 Arti del Disegno nel 2008 in occasione del centenario dalla nascita, ne
 ha messo in luce il ruolo profondamente innovativo nel campo del
 restauro e dell’insegnamento di questa disciplina, di cui egli fu uno
 dei primi maestri, ma ne ha evidenziato anche la vicenda umana ed
 artistica e la sua figura di pittore: un suo autoritratto è entrato
 recentemente a far parte della Collezione degli Autoritratti della
 galleria degli Uffizi. In questo contesto si inserisce il corpus delle
 opere amiatine che ben documentano il rapporto di particolare felicità
 d’ispirazione che questi luoghi hanno sempre suscitato nella sua natura
 di acuto osservatore e ricercatore del bello.

 Con questo evento l’Assessorato alla Cultura del Comune di Castel del
 Piano intende avviare un percorso che contribuisca a far conoscere il
 cospicuo patrimonio culturale, artistico e ambientale del territorio
 sul quale spiccano le storiche figure della dinastia dei pittori
 Nasini, nell’intento di favorire la fruizione sempre più attiva della
 prestigiosa sede di Palazzo Nerucci che già oggi accoglie il Centro
 Studi Imberciadori, la Scuola Comunale di Musica e la Compagnia
 teatrale “Accademia Amiata Mutamenti” e di valorizzare pienamente le
 risorse culturali del territorio in una felice articolazione tra
 musica, pittura e ricerca storica.

 Per l’occasione e’ stato edito un catalogo a cura della casa editrice
 Effigi (C&Padver) di Arcidosso con testi di Claudio Franci, Paolo
 Cocchi, Cinzia Pieraccini, Fabio Torchio, Stefania Ulivieri, Dario
 Nardella, Bruno Santi, Carlo Prezzolini e Andrea Granchi che aprirà la
 collana “Quaderni del Centro Studi Imberciadori – Palazzo Nerucci”.

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

I commenti sono chiusi.