Lettera Aperta

I fatti “goliardici” di queste ultime ore mi spingono ad utilizzare questo spazio per una riflessione che vorrei fosse ripresa dai cittadini di Castel del Piano per meglio comprendere ciò che succede intorno a noi, sui comportamenti dei nostri figli, sul ruolo sempre più difficile che come genitori dobbiamo assolvere, sulla funzione degli educatori scolastici e su una coscienza collettiva che non possiamo, né dobbiamo disperdere.

Il danneggiamento della vasca di Piazza Garibaldi con l’abbattimento di una parte del parapetto, la rottura delle fioriere in Piazza Madonna, sono solo gli ultimi atti di un susseguirsi di vicende che ormai da mesi indignano la maggioranza della popolazione e sollevano proteste dell’opinione pubblica. Parlo di ultimi atti perché simili si sono verificati durante l’estate, hanno colpito altre aree Piazza Colonna, Parco dei Cigni etc… e che si assommano ad altri comportamenti: uso improprio dei motorini di piccola cilindrata, le corse notturne in moto, la noncuranza del disagio provocato ai cittadini in orari profondamente notturni dell’uso improprio degli spazi pubblici. Atti e comportamenti diversi che possono essere aggettivati alcuni come goliardici, altri come atti di bullismo, altri ancora come vero e proprio vandalismo. Fatti che allarmano ed a cui occorre aggiungere il sempre più frequente abuso di alcolici e stupefacenti.

La scorciatoia che tutti invocano è il maggior controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine, dei Vigili Urbani, il mettere in atto forme necessarie di repressione.

Io sono per farlo, l’ho detto negli incontri delle settimane scorse con chi è preposto alla vigilanza, lo farò senza fare sconti a nessuno nel richiedere i danni fatti al patrimonio pubblico e nella violazione delle leggi. Svolgiamo questo lavoro di controllo e repressione sapendo che contiamo su tre vigili urbani e quattro carabinieri che assolvono a più funzioni, ma non ci sottrarremo alle nostre responsabilità. Ho parlato però di una scorciatoia, di una strada da perseguire ma che non è risolutiva se manca la collaborazione dei cittadini e se ognuno abdica alla funzione a cui è chiamato, sia esso di educatore, genitore o cittadino. E non è pensabile farlo se ognuno delega agli altri compiti che sono propri. Nella vita ci sono funzioni che non possono essere delegate.

Mi sono trovato spesso difronte al sentirmi dire: ma siamo stati tutti ragazzi,una ragazzata l’abbiamo fatta tutti etc…. etc…. E’ questa la giusta lettura della situazione attuale? Se il divertimento individuale o di gruppo è inteso come un’entrata a gamba tesa nella messa in discussione dei diritti degli altri? Se l’autorevolezza degli insegnanti è messa in discussione dai comportamenti degli allievi? Se ogni comportamento trova una giustificazione naturale, è la giusta risposta?

E’ indubbio che ogni genitore ritiene il proprio figlio”il migliore”, e’naturale che così sia, ma oltre l’amore e la difesa, è possibile sviluppare una coscienza critica su ciò che ci circonda, a partire dai nostri cari? Oltre alla comprensione delle virtù, quanto ci sforziamo di comprendere le ansie, le aspettative, le disillusioni? Il ruolo d’educatore comporta tutto questo, il saper dire di no, di correggere le cose che non vanno. E’ difficile però non c’è alternativa.

La ricostruzione di un dialogo è necessario, se vogliamo colmare quei vuoti individuali e collettivi che spesso spingono ai gesti estremi, a voler dimostrare di essere sempre qualcosa di più. E’ indubbio che la società nella quale viviamo rende più complicato questo compito, l’informazione, l’informatica, i modelli comportamentali propinati giornalmente, mettono in discussione questo ruolo, ma la responsabilità rimane, e rimane la ricerca continua di come essere all’altezza del compito.

Mi rendo conto che è difficile, ma nemmeno possiamo pensare che solo i vigili urbani, i carabinieri e gli insegnanti possano singolarmente farsi carico della costruzione di una coscienza civile che chiama in causa tutti.

Le istituzioni, la scuola,le famiglie, i singoli cittadini, sono di fronte a questa sfida e per affrontarla al meglio dobbiamo avviare a parlarne.

Claudio Franci

Sindaco di Castel Del Piano

sindaco@comune.casteldelpiano.gr.it

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