Insediata l’Istituzione Imberciadori

Sabato 12 giugno si è insediata presso Palazzo Nerucci, alla qualificante presenza di Giuliano Amato, l’Istituzione Imberciadori, che dovrà essere il fulcro dell’attività culturale di Castel del Piano. Oltre alla presenza del professor Giuliano Amato erano presenti il Sindaco Claudio Franci, l’assessore alla cultura Cinzia Pieraccini, Giovanna Longo presidente dell’Istituzione, Cinzia Tacconi, assessore provinciale, Franco Ulivieri presidente della Comunità Montana Grossetana e Fiora Imberciadori, figlia di Ildebrando.

Filo comune degli interventi la volontà di fare dell’Istituzione Ildebrando Imberciadori il volano di tutta l’attività culturale di Castel del Piano e che dovrà essere incentivata. Nel comitato dell’Istituzione figurano anche alcuni giovani che sapranno portare entusiasmo e volonta’ e che unita all’esperienza e professionalita’ di insigne personalità del comitato stesso daranno impulso al lavoro che li attende.

Fiora Imberciadori ha annunciato l’intenzione di coinvolgere la prestigiosa Accademia dei Georgofili, di cui il padre fu presidente e fondatore della rivista omonima ed ha informato che a Palazzo Nerucci arriveranno tutte le copie delle pubblicazioni che Ildebrando fece quando era membro dell’Accademia.

L’assessore Cinzia Pieraccini, a cui va riconosciuto il merito di aver voluto asolutamente la nascita dell’Istituzione, ha preannunciato che il punto di partenza dovrà essere il riordino dell’archivio Imberciadori da cui potrà poi svilupparsi ogni altra attività.

Le conclusioni della giornata sono state tratte da Giuliano Amato che tra l’altro ha lanciato alcune idee operative sui lavori dell’Istituzione. Ha suggerito, una volta provveduto al riordino dell’archivio, di coinvolgere le Università per favorire tesi di laurea su argomenti da approfondire a Palazzo Nerucci. Senza dimenticare le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia che possono essere lo spunto per ricerche e studi sulle figure del Risorgimento Locale.

Soprattutto l’attività dell’Istituzione dovra’ sì essere improntata allo studio locale della cultura ma dovra’ aprirsi ad una sorta di contaminazione esterna, perchè la cultura cresce e si radica al territorio solo aprendosi ad una attenta dialettica con il mondo esterno

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