Studenti per la Costituzione

Ancora una volta studenti in piazza, a Castel del Piano sabato 12 marzo. Un folto gruppo di studenti del Liceo “E.Fermi” di Castel del Piano e degli Istituti Superiori dell’Amiata si è radunato in Piazza Garibaldi sabato 12 marzo, nella giornata in difesa della Costituzione. Una manifestazione contenuta, con interventi di grande respiro civile, inscenata proprio sotto l’obelisco eretto in onore di Giuseppe Garibaldi nel 1883, il secondo in Italia, simbolo di quell’Unità che ha coinvolto anche le scuole dell’Amiata di ogni ordine e grado in varie celebrazioni. Intervallati dalla musica hanno letto numerosi articoli della Costituzione, il giuramento della Giovine Italia, un brano di Piero Calamandrei, andando anche indietro nel tempo con il proclama di Pericle (461 a.C.) “Qui ad Atene noi facciamo così”, sulla democrazia ad Atene. E ancora, un testo molto significativo, applaudito a più riprese, quello della Rete degli Studenti e dell’Unione degli Universitari. “Ogni giorno ci impegniamo per cambiare questo Paese – leggono – partendo dalle scuole, dalle università e dai luoghi della formazione, per noi i 150 anni dell’Unità d’Italia vogliono dire 150 anni di diritti e democrazia”. E ancora. “Vogliamo scendere in piazza in questa giornata come studenti, come giovani, ma soprattutto come cittadini di questo Paese per difendere i diritti, i doveri, i principi e i valori che la nostra Costituzione sancisce e che vorremmo vedere realizzati e non attaccati, smantellati, aggirati”. “Vogliamo un’Italia che recuperi i valori della sua Costituzione, vogliamo che il nostro Paese riscopra i principi su cui è rinato, che per noi studenti sono attuali più che mai”. L’appello che Gaia Di Benedetto e Saverio Allegrini, animatori della manifestazione, hanno lanciato anche agli amministratori è molto forte e va oltre il semplice manifestare. “La voglia di fare c’è – scandiscono al microfono – ma abbiamo bisogno di appoggio e di esempio. Questo è importante per teneere di conto la Costituzione Repubblicana e continuare a difenderla”.

Adriano Crescenzi

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