A luglio appuntamento sul Monte Amiata per “La Gioia di Essere Qui”: quattro giorni di festa con la Comunità Dzogchen, fondata nel 1981 ad Arcidosso (GR) dal Maestro tibetano Namkhai Norbu. Attesi migliaia di partecipanti da tutto il pianeta
Enti patrocinatori: Regione Toscana, Provincia di Grosseto, Comuni di Arcidosso, Castel del Piano e Santa Fiora, Comunità Montana dell’Amiata, Proloco di Arcidosso
In programma tre serate di spettacolo e musica, due rassegne di incontri a tema, tre mostre, dimostrazioni di Yoga e Danza del Vajra, assaggi di cucina internazionale, stand informativi sulla Comunità e lo Dzogchen, e migliaia di bandierine tibetane lungo i luoghi dell’evento
Nel 1981 il Prof. Namkhai Norbu, depositario per nascita e formazione di un immenso patrimonio di cultura e tradizioni spirituali dal Tibet, fondava sull’Amiata Merigar, il luogo della montagna di fuoco, sede del nucleo originario della Comunità Dzogchen. Con lui una ventina di suoi studenti, molti dei quali provenienti dall’Università Orientale di Napoli, dove Norbu era approdato negli anni ‘60 come professore di lingua e letteratura tibetana e mongola. Da qui nacquero l’Istituto Shang Shung per la preservazione della cultura tibetana, inaugurato nel 1990 a Merigar dal Dalai Lama; e ASIA Onlus, Associazione per la Solidarietà Internazionale da vent’anni operante in Tibet; e poi, sulla falsariga di Merigar, sette grandi centri in quattro continenti (i Gar) e decine di centri minori (i Ling) in altrettante capitali mondiali.
Oggi Merigar è meta ogni anno di migliaia di persone provenienti da tutto il pianeta; ha un Gonpa (tempio) da settecento posti, una biblioteca con preziosi testi sacri, diversi monumenti; e rappresenta il cuore della Comunità Dzogchen Internazionale, un’organizzazione da oltre diecimila soci sparsi per il globo.
L’amiatino – quell’angolo di Toscana situato tra la Maremma, la Val D’Orcia e il lago di Bolsena, storico crocevia di antiche culture e tradizioni spirituali diverse (etruschi, celti, romani, longobardi; i giurisdavidici di David Lazzaretti, la comunità ebraica di Piancastagnaio) – era, lo sapesse o meno il Maestro Namkhai, il luogo ideale in cui innestare una cultura altra, poiché nel DNA della gente del posto è insito il cromosoma dell’accoglienza. Da trent’anni, quindi, Merigar è l’ospite d’onore delle alte colline di Arcidosso, da dove può irraggiare i suoi benefici influssi non solo su questo Comune, ma anche sui vicini paesi di Santa Fiora e Castel del Piano.
La presenza di Merigar ha generato positive ricadute sull’economia del territorio, aumentando sensibilmente il giro d’affari delle realtà finanziarie, commerciali, turistiche e immobiliari locali; e ha messo al centro di un mondo – quello del buddhismo e, più in generale, quello della ricerca spirituale e della preservazione delle antiche sapienze – l’Amiata e il suo comprensorio, che per questo oggi possono godere di una notorietà a livello internazionale difficilmente raggiungibile in altro modo. Custodendo in sé una realtà così nobile e densa di significati umani, sociali e culturali come quelli apportati dalla Comunità Dzogchen, e interagendo puntualmente con questa realtà in modo sensibile e intelligente, l’intera provincia di Grosseto ha arricchito di valori aggiunti e impreziosito agli occhi del mondo la propria immagine.
Nel 2011 Merigar celebra i suoi 30 anni con una grande festa che si terrà nei luoghi principali di Arcidosso, Castel del Piano e Santa Fiora tra il 15 e il 18 luglio. E invita a partecipare tutti coloro che, in un modo o nell’altro, hanno concorso alla sua nascita e al suo sviluppo – quindi i membri della Comunità da un lato; i residenti, gli enti e le imprese del territorio dall’altro.
La risposta da parte delle istituzioni è stata entusiastica e immediata: Regione Toscana, Provincia di Grosseto e Comuni di Arcidosso, Castel del Piano e Santa Fiora hanno dato il patrocinio, assieme alla Comunità Montana, alla Proloco e al Sistema Museale dell’Amiata, a riprova di quanto la realtà fondata dal Maestro tibetano sia riconosciuta parte integrante e preziosa del contesto locale.
La Comunità Internazionale nella sua interezza è stata chiamata a mobilitarsi per rendere l’intera manifestazione un successo in termini di gradimento e di afflusso di pubblico. Dall’estero arriveranno, si calcola, non meno di un migliaio di membri della Comunità Dzogchen, tra cui centinaia di ballerini, musicisti, cantanti, attori, artisti di strada, protagonisti delle speciali esibizioni con cui animare le serate arcidossine del 15, 16 e 17 luglio. A loro si alterneranno artisti e gruppi assai noti a livello locale, tra cui i Cardellini del Fontanino di Castel del Piano, la Corale Giuseppe Verdi di Arcidosso e il Coro dei Minatori di Santa Fiora. Non mancheranno i nomi noti dello spettacolo e dell’arte, tra cui il compositore Roberto Cacciapaglia e gli straordinari performers del Cirque Garuda, «anche se l’intendimento – spiega Pancho Company, Direttore del Trentennale e dzochenista spagnolo di lungo corso – è soprattutto quello di puntare soprattutto a un effetto corale, d’insieme: di gioia condivisa».
Ma il Trentennale sarà anche arte, con due mostre organizzate rispettivamente dalla Ong ASIA (www.asia-onlus.org) e da Alessandra Bonomo (www.bonomogallery.com), e una esposizione di fotografie sugli albori di Merigar a cura dell’Istituto Shang Shung. Ci sarà inoltre una ricca rassegna di mini-conferenze a tema, tenute da professionisti del territorio e di membri della Comunità di varie provenienze e competenze, in merito alle loro esperienze umane e lavorative. E poi: pubbliche presentazioni delle attività della Comunità, con dimostrazioni di danza e yoga; stand culturali, con proiezione e distribuzione di materiale informativo, e vendita di testi della casa editrice Shang Shung e di oggetti della tradizione tibetana; stand gastronomici, che proporranno specialità della cucina internazionale; e, il 18 sera, grande festa finale a Merigar per i ringraziamenti e i saluti.
Tra gli appuntamenti più suggestivi e solenni dell’intera rassegna, segnaliamo quello previsto per la mattinata di venerdì 15 luglio quando – alla presenza dell’assessore regionale all’ambiente Annarita Bramerini, del presidente della provincia di Grosseto Leonardo Marras, del presidente della Comunità Montana dell’Amiata Franco Ulivieri, del sindaco di Arcidosso Emilio Landi, affiancato dai primi cittadini di Castel Del Piano e Santa Fiora, Claudio Franci e Renzo Verdi – verrà scoperto il monumento “Alla Pace”, realizzato dallo scultore residente a Montegiovi Piero Bonacina e donato da Merigar alla Municipalità di Arcidosso. Nella inconsueta veste di “presentatore”, il giornalista del quotidiano La Repubblica Raimondo Bultrini.
L’evento è oggetto di un grande lavoro di promozione in corso non solo in provincia di Grosseto, ma anche nel versante senese dell’Amiata, e nelle più importanti località turistiche della costa toscana; e tra membri della Comunità, residenti e turisti, i partecipanti non mancheranno di certo. Per quanto riguarda nello specifico i membri della Comunità Dzogchen, inoltre, gran parte dei praticanti attesi in occasione del Trentennale anticiperà l’arrivo e posticiperà la partenza in modo sensibile rispetto alle date 15-18 luglio, visto che per tutta l’estate a Merigar si terranno cicli di insegnamenti del Maestro Namkhai Norbu (il primo è in programma dal 24 al 30 giugno), ciascuno dei quali già di per sé raduna ogni volta un migliaio di partecipanti. Il movimento che si verrà a creare tra tarda primavera e fine estate nel comprensorio sarà dunque, grazie alle tante iniziative messe in cantiere da Merigar, ingente.
Le celebrazioni del Trentennale si preannunciano dunque come il “piatto forte” dell’estate amiatina, oltre che occasione di crescita spirituale, culturale, turistica per l’intero territorio. L’immagine della provincia di Grosseto, immessa in un contesto di assoluta positività e dagli elevati contenuti, aumenterà la propria visibilità agli occhi di un pubblico “glocal”, in cui una folta rappresentanza di cittadini del cinque continenti si unirà gioiosamente alla popolazione residente.