Non so se volutamente, oppure per non conoscenza delle cose, il Consigliere Nannetti non solo non è in grado di dire dove si anniderebbero i famosi sprechi della SDS Amiata, ma confonde i ruoli tra le gestioni socio assistenziali che fanno capo alla SDS e l’assistenza sanitaria in capo alla ASL.
Il campo di azione e di decisione della Società della Salute è riconducibile a tutti gli aspetti relativi all’assistenza sociale che si svolge prevalentemente nel territorio, mentre tutte le altre decisioni in capo alla cura sanitaria, ospedali etc…, è in capo alla ASL.
Chiarito questo dato di fatto cerco di chiarire i due temi sollevati.
Gli sprechi che deriverebbero dalla costituzione della Società della Salute.
Non esistono costi di funzionamento della Giunta, essendo costituita dai Sindaci del territorio che non beneficiano di oneri aggiuntivi rispetto a quelli del loro mandato di Sindaci. Non esistono costi dei Revisori dei Conti in quanto il bilancio è certificato nel consolidato della ASL. Non esiste un’Assemblea nella quale vengono pagati gettoni di presenza. Le spese del personale sono sostanzialmente quelle di prima ancorché ripartite in enti diversi. Infatti il personale che gestiva l’assistenza sociale in Comunità Montana è stato trasferito nell’ambito della SDS. Il Direttore della Società della Salute e quello sanitario sono gli stessi che hanno la responsabilità del Distretto Sanitario. Il solerte Consigliere dovrebbe, quindi, spiegarmi dove si accumulerebbero le maggiori risorse spese e gli sprechi denunciati. È vero che ci sono costi aggiuntivi rispetto al passato, ma principalmente sono quelli del personale assunto per il funzionamento dei posti letto dell’Ospedale di Comunità, che funziona e bene, e per le attività di riabilitazione attivate con la nuova palestra e le nuove strumentazioni.
Potrei inoltre ricordare che in questi due anni la SDS Amiata ha attivato 500 mila euro di finanziamenti destinati a riqualificare il sistema della assistenza nel territorio ed i beneficiari sono: il Comune di Seggiano, per la realizzazione di un centro di ospitalità per gli anziani; la Casa Riposo Valeri di Santa Fiora per una ulteriore riqualificazione; la ASP Vegni per la riqualificazione delle strutture; l’avvio si un progetto socio assistenziale a Selvena, ed altri interventi minori in fase di realizzazione nel territorio. Abbiamo attivato investimenti per 300 mila euro nel campo dell’agricoltura sociale e nell’ambito dei quali potranno trovare completamento il centro di ospitalità di Seggiano, la creazione di uno spazio sociale e dispensario farmaceutico a Montenero, un centro sociale a Sasso d’Ombrone e le risorse necessarie al completamento dell’investimento socio residenziale di Selvena. Potrei citare i fondi attivati per le zone montane di 500 mila euro all’anno e che sono serviti a finanziare attività importanti nei confronti dei portatori di handicap, di malattie come l’Alzheimer etc…. E vorrei aggiungere i 250 mila euro attivati in due anni con la fondazione del Monte dei Paschi, e dei quali siamo stati promotori, volti a dare risposte in una situazione di emergenza sociale come quella che stiamo attraversando.
È proprio la conoscenza di queste cose che mi fa dire che l’ospedale è importante, ma non è tutto. La domanda di assistenza presente nel territorio è molto più complessa ed articolata e non può essere ignorata come spesso facilmente i critici del giorno sanno fare. Detto questo non mi nascondo certo le difficoltà e le innovazioni di funzioni a cui sarà chiamato l’ospedale di Castel del Piano. Chi dice che io avrei sempre sostenuto che tutto funziona, è ben consapevole di dire una grande bugia. Ho sempre sostenuto e sostengo che bisogna distinguere fra ciò che funziona e ciò che rischia di essere superato dalle cose, dalle innovazione e dai cambiamenti in atto.
Mi interrogo ogni giorno sul destino di questa struttura e sul suo futuro. Ma è un futuro che non può essere pensato in maniera rabberciata, occorre pensarlo e proiettarlo in uno scenario nel quale i servizi potranno reggere almeno nei prossimi dieci anni. Questo mi sembrerebbe lo sforzo comune
da compiere. Queste decisioni non sono in mano solo al presidente della SDS, sono e saranno condizionate dagli eventi che riguardano il futuro del paese, dalle scelte regionali, dalle decisioni che si assumeranno nell’ambito dell’azienda e su cui influirà la qualità delle persone che ogni giorno sono in campo nel fornire servizi, che dovranno essere sempre più efficienti e meno costosi. Se guardo alle priorità, la questione dell’organizzazione del pronto soccorso mi sembra quella centrale. È in quel luogo che prima di tutto si dà certezze al paziente, dopo di che si può discutere di come si rafforzano una serie di attività di medicina e geriatria e come se ne definiscono altre sul campo della diagnostica chirurgica e del day surgery, ma da lì occorre partire.
Sarei felice se un giorno si potesse dibattere di queste questioni lasciando a casa la propaganda e la demagogia, volgendo l’attenzione maggiormente ai servizi che un territorio non solo vorrebbe dare, ma oggettivamente può mettere in campo.
Ragiono su queste questioni sapendo che in termini di sacrifici noi abbiamo fatto la nostra parte ed oggi dobbiamo esigere e garantire la migliore qualità dei servizi per le nostre popolazioni.
Claudio Franci
Presidente della Società della salute e Sindaco del Comune di Castel del Piano