Lettera aperta sull’Unione dei Comuni

Carissimi,
scriviamo questa lettera aperta all’indomani dell’insediamento del Consiglio dell’Unione dell’Amiata Grossetana. Lo facciamo volutamente dopo questo evento che comporterà una nuova organizzazione dell’assetto istituzionale del nostro territorio e che, ognuno di noi, auspica possa rappresentare una risposta adeguata alle esigenze delle nostre popolazioni. Al conseguimento di questo obiettivo saranno proiettati i nostri impegni di amministratori.
Sarà una fase di importanti cambiamenti che, a nostro avviso, dovrà essere affrontata nella massima trasparenza e chiarezza delle norme e dei comportamenti.
Il quadro legislativo e normativo nel quale attualmente operiamo ci pare, per usare un eufemismo, in divenire. Leggi e decreti nazionali che agiscono nell’ordinamento istituzionale inclusi in provvedimenti di stabilità economica, una legislazione regionale che deve essere adeguata alle normative nazionali e che comporterà una rivisitazione degli statuti delle costituende Unioni, annunciati ricorsi alla Suprema Corte sull’art. 16 della Legge n. 148 del 14/09/2011.
In questo contesto anche noi, Sindaci di Comuni minori, ci interroghiamo sugli scenari futuri e sulla rispondenza di questi alle reali esigenze dei territori e dei cittadini.
La legislazione che va prendendo forma norma i trasferimenti della gestione dei servizi e della funzioni fondamentali dai Comuni alla unione degli stessi.
Se, per quanto concerne la necessità di gestire in forma associata i servizi, ci sembra una strada da percorrere, più complicato a noi appare il trasferimento automatico delle funzioni fondamentali attribuite ai Comuni alle Unioni.
Quando parliamo di funzioni fondamentali, compreso la rappresentanza di esse, a nostro modo di vedere, interveniamo in una materia che riguarda l’ordinamento dello Stato e ciò che la Costituzione contempla. Infatti se guardiamo il Titolo V, l’art. 114 recita: “..è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città Metropolitane e dalle Regioni.”
Non è infatti un caso che dal decreto legge 13 agosto 2011, n. 138 di stabilizzazione economica e finanziaria sia stata stralciata la norma che sopprimeva le Province e ricondotta ad una proposta di legge di carattere costituzionale, così come è vero che per istituire le città metropolitane e trasferire ad esse funzioni fondamentali è stato necessaria una modifica della Carta Costituzionale.
Se la memoria non ci inganna, vorremmo, altresì, ricordare che all’atto della discussione in Parlamento delle modifiche costituzionali le stesse comunità montane chiesero di essere inserite per assolvere le funzioni fondamentali dei Comuni ed il legislatore ritenne di non accogliere tale proposta.
È rispetto a questo contesto che vorremmo sollevare il dubbio e la perplessità che abbiamo rispetto alla possibilità di trasferire le funzioni fondamentali dai Comuni alle Unioni che andiamo costruendo e, quindi, a valutare nell’ambito del ricorso annunciato alla Corte Costituzionale da parte della Regione Toscana di sottoporre anche i quesiti da noi sommariamente enunciati.
Riteniamo così di dare un contributo, ammesso che le nostre preoccupazioni siano legittime, alla costruzione del processo di riforma istituzionale, che dovrà coinvolgere il complesso dell’ordinamento del nostro Paese, sempre più necessario ed urgente.

Il Sindaco Comune Castel del Piano Claudio Franci
F.to I Sindaci dei Comuni dell’Amiata grossetana
Arcidosso (Emilio Landi)
Castell ’Azzara (Marzio Mambrini)
Cinigiano (Silvana Totti) Roccalbegna (Massimo Galli) Santa Fiora (Renzo Verdi) Semproniano (Giani Bellini) Seggiano (Daniele Rossi)

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

I commenti sono chiusi.