Rudi, la favola della principessa ranocchia salvata nella vasca del Piazzone

Castel del Piano riscrive, con una storia a lieto fine, la favola del Principe Ranocchio. Anzi, per la precisione, della Ranocchia. Trattata meglio di una principessa. Una vera regina. Una storia deliziosa, di cui sono protagonisti gli operai della Ditta Bevilotti che sta ripristinando il Piazzone di Castel del Piano, il pull di professionisti che hanno steso il nuovo progetto di ripristino della Piazza e i bambini delle scuole elementari, veri e propri estimatori degli animali. Ma ecco i fatti. Nella grande vasca centrale del Piazzone (quella che il progetto non prevede più nello spazio di Piazza Rosa Guarnieri Carducci), un bambino delle elementari aveva gettato, alcuni mesi or sono, una piccola ranocchia, trovata per caso nella piazza e salvata dai pericoli di biciclette e palloni che usano i bambini nei loro giochi. La ranocchia era stata gettata nell’acqua fra l’acclamazione e la benedizione di decine di alunni della scuola che si apre davanti al Piazzone, luogo frequentato da loro quasi ogni giorno. E così, tutte le mattine, i ragazzini, che spesso svolgono proprio al Piazzone la loro ricreazione, portavano alla rana briciole di pane, di pizza, fili d’erba, merendini. I bambini non sapevano davvero cosa mangiassero le rane, ma questo non importa. Il primo pensiero in questi mesi, è sempre stato per lei, che appena li vedeva, si avvicinava ai bordi della vasca in segno di saluto. Un’amica, insomma, col suo bravo nome di battesimo: Rudi. Questo fino a qualche giorno fa, perché poi la piazza è stata transennata per l’inizio dei lavori di demolizione della vasca: prima picconata e poi abbattimento di tutto il muretto di cinta della vasca. Rumori, scompiglio. Gli operai non sapevano che la vasca era la casa della ranocchia amica dei bambini e all’inizio non si sono preoccupati più di tanto. Ma la figlia di uno dei professionisti che ha stilato il progetto, di 5 anni appena, e grande estimatrice della rana casteldelpianese, ha dato l’allarme e ha raccontato al babbo che quella ranocchia doveva assolutamente essere salvata. Così il professionista si è mosso, ha avvertito i colleghi e tutti insieme hanno fermato per il tempo necessario il lavoro degli operai. Immediatamente, nella giornata di mercoledì, si è dato il via alle ricerche. Per ore, Rudi è stata invano cercata, ma di lei nessuna traccia. Finchè, nel primo pomeriggio, un operaio l’ha scovata, terrorizzata, sotto un sasso. Subito si sono attivati i soccorsi. E alla fine la bella ranocchia è stata sistemata in una scatola e salvata dalle picconate. Ma non è finita qua. I professionisti, in veste di principi azzurri, hanno telefonato al Sindaco Claudio Franci, chiedendo dove sistemare la ranocchia, in modo che i bambini potessero continuare ad accudirla. E il primo cittadino ha stabilito che, per lo meno per ora, alla rana sia assegnata la vasca piccola di Piazza Garibaldi come sua nuova dimora e dove possa essere visitata dai suoi amici bambini che l’hanno salvata per la seconda volta. E il trasloco, riuscito a gonfie vele, è il lieto fine di una bella favola di periferia.
Fiora Bonelli

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Società della salute: 300 mila euro in aiuto degli anziani

Via a case di riposo centri di aggregazione e anche orti sociali.
AMIATA. Case di riposo, centri di aggregazione, perfino “orti sociali”. Un’idea, quest’ultima, che forse in montagna accenderà qualche antico ricordo, perchè gli “orti sociali o di guerra” erano quelli che venivano coltivati nelle piazze dei paesi amiatini proprio in tempo di guerra, da tutta la comunità che ne usufruiva a titolo gratuito. L’Amiata aggancia e afferra qualche soldo dei 2 milioni e 700.000 messi a disposzione per le popolazioni rurali.E lo mette laddove maggiori sono le necessità sociali, e cioè quelle della fascia degli anziani. E dunque si rimpinguano le casse della Società della salute Amiata grossetana: 300mila euro, che serviranno soprattutto per i centri di aggregazione sociale, la vera necessità dei paesi e delle borgate della periferia amiatina. Il presidente Claudio Franci spiega che «le risorse assegnate nella misura “Servizi essenziali per l’economia e la popolazione rurale”, serviranno per i centri sociali di Poggi del Sasso, per il centro sociale di Montenero e per il centro di aggregazione polifunzionale di Seggiano».Ma Seggiano ha avuto anche altri 295.757 euro che serviranno per mettere finalmente in piedi la casa di riposo per anziani.
«A Seggiano – spiega Franci – sarà dunque possibile creare una sorta di cittadella sociale, perché centro e casa di risposo si apriranno nella stessa zona e finalmente potranno davvero costituire per gli anziani un punto di accoglienza». Per Castel del Piano, poi, un altro finanziamento per la Comunità Montana, permetterà l’istallazione di un ascensore a Palazzo Nerucci, condizione necessaria per ottenere il tanto sospirato accreditamento del palazzo nella rete museale regionale. Casa di riposo in arrivo anche per Selvena: al comune di Castell’Azzara sono arrivati 231.238 euro e serviranno per finire di mettere a disposizione della comunità un sistema articolato e con qualche chicca. Lo spiega il Sindaco di Castell’azzara Marzio Mambrini: «Con la cifra che ci hanno assegnato, proseguiremo la realizzazione del progetto della Casa del minatore di Selvena, che non è altro che una costola della casa famiglia per anziani “Rosselli” di Castell’Azzara. Le due strutture, infatti, avranno alcuni servizi in comune, come mensa e lavanderia. La Casa del minatore, in cui si stanno facendo i lavori esecutivi, nasce nelle vecchie scuole di Selvena e avrà 15 posti.

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Le scuse dei ragazzi responsabili delle scritte a Piazza Bellavista

I RAGAZZI RESPONSABILI DELLE SCRITTE DI PIAZZA BELLAVISTA:” Soltanto dopo abbiamo capito la gravità di cosa abbiamo fatto”.
Egregio signor Sindaco, con questa lettera vogliamo chiedere scusa a Lei in quanto rappresentante di tutta la comunità, per le scritte che abbiamo fatto in piazza Bellavista. Per questo gesto siamo stati definiti nel blog di Facebook come “coglioni”, “soliti stronzi”, e come “teppisti messi al mondo dai nostri genitori”. Forse è vero, forse ha ragione chi ci giudica e certi errori non li ha mai fatti in vita sua. Noi abbiamo sbagliato, ma faremo tutto il necessario per rimediare al nostro sbaglio. Abbiamo fatto delle scritte su dei muri solo per divertimento, senza capire quali potessero essere le conseguenze di quel gesto e senza capire, soprattutto che stavamo facendo un danno e un gesto offensivo verso tutti, dato che quel luogo rappresenta una delle bellezze del nostro paese. Quello che possiamo dire a nostra discolpa è che non lo abbiamo fatto come un gesto di rivolta o offesa verso nessuno, è solo che non ci siamo resi conto di quello che stavamo facendo, le scritte sono dichiarazioni d’amore, titoli di canzoni (non parole offensive come ha scritto qualcuno) e nomi di cantanti. Quando anche grazie ai nostri genitori, ci siamo resi conto del danno e dell’importanza di quello che avevamo fatto, abbiamo ammesso le nostre colpe senza nasconderci e senza mai incolparci l’uno con l’altro, e ci siamo assunti le nostre responsabilità non per paura, ma perché era giusto.Le conseguenze a cui siamo andati incontro noi e i nostri genitori, molto più pesanti di quello che avremmo potuto immaginare, ci hanno fatto capire ancora di più quanto sia importante avere un comportamento rispettoso non solo verso le persone, ma anche verso le cose pubbliche che appartengono a tutti e di cui tutti hanno il diritto di godere.

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Risposta alla minoranza sull’organizzazione sanitaria.

Che la Signora, oggetto degli articoli apparsi sulla stampa, poteva essere accompagnata, nel suo percorso di cura, con maggiore attenzione e senza giri di valzer, lo dimostra la presa di posizione della Direzione Generale della ASL, che ha ritenuto d’intervenire per garantire alla paziente il miglior percorso assistenziale ed alla quale ha ritenuto di portare le proprie scuse.

Che una serie di servizi, a partire dal Pronto Soccorso, hanno bisogno di ulteriori miglioramenti ne sono pienamente convinto.

Quello che mi rimane difficile comprendere è il modo sguaiato con il quale l’opposizione di Castel del Piano interviene sulle questioni sanitarie. Pensando di conquistare qualche consenso, sono pronte a ridicolizzare la nostra struttura ospedaliera, senza un’idea di quale sarà il futuro dell’organizzazione sanitaria nei prossimi anni.

Per far comprendere il disagio di tale prese di posizione vorrei citare le parole di un operatore del pronto soccorso di Castel del Piano all’indomani degli articoli: ”Tutta questa polemica, proprio ora, nel momento in cui abbiamo avviato un lavoro di qualificazione del servizio e di stabilizzazione qualificata del personale”.

Questo commento è emblematico. Non nasconde le difficoltà presenti e sottolinea la volontà e l’impegno dell’azienda e degli operatori ad affrontarle e risolverle.

Cito alcuni dati dell’attività dell’ultimo anno.

È stato nominato un Responsabile del Presidio Ospedaliero, che non c’era, ed ha la responsabilità della organizzazione dei servizi interni alla struttura.

Il Pronto Soccorso, da qualche settimana, ha una Direzione ed ha avviato il lavoro di riorganizzazione che prevede una stabilizzazione del personale superando quella provvisorietà ed alternanza che nel passato hanno determinato problemi di funzionamento della struttura.

È funzionante la riabilitazione territoriale con 10 nuovi posti letto e che è largamente apprezzata dagli utenti.

Le disfunzioni registrate nei mesi scorsi, e che causavano lunghe code nei prelievi del sangue, hanno trovato una loro adeguata soluzione.

E non dimentico le iniziative sul territorio assunte con la collaborazione dei Medici di Medicina Generale, quali ad esempio la prenotazione diretta e la spedizione elettronica a domicilio degli esami di laboratorio, l’apertura dell’assistenza domiciliare infermieristica per 12 ore su 7 giorni la settimana.

Potrei continuare l’elenco, ma vorrei sottolineare le criticità che ancora dobbiamo gestire.

L’Unità Funzionale di Radiologia che funziona benissimo, compresa la telemedicina, ha un punto di criticità per le diagnosi traumatiche che accedono al Pronto Soccorso.

Il famoso protocollo che è entrato in vigore in questi giorni amplierà i casi che potranno essere diagnosticati da Castel del Piano, evitando viaggi inutili a Grosseto.

I pensionamenti di questi mesi stanno determinando qualche difficoltà nella organizzazione del Laboratorio di Analisi e, quindi, dobbiamo esigere che l’organizzazione dell’attività sia adeguata alle necessità della popolazione residente e dei ricoverati.

L’attività di Ortopedia nel corso del 2010 ha consentito non solo di rispondere alle esigenze del territorio ma anche di smaltire le liste di attesa presenti a Grosseto. È un punto di eccellenza e deve rimanere una delle attività di punta della nostra organizzazione chirurgica.

Per quanto mi riguarda non sono incline a seguire i fantasmi che le opposizioni evocano rispetto ai
nuovi locali in costruzione. I lavori avviati da qualche mese, e che è previsto si concludano entro


l’anno, hanno l’obiettivo, appunto, di migliorare l’accoglienza e la funzionalità del Pronto Soccorso con ambienti più confortevoli per il prelievo analisi ed altre attività a servizio degli utenti.

In questo percorso insieme a tante altre funzioni da svolgere nel territorio siamo impegnati come Società della Salute e questo continueremo a farlo, invitando anche i membri delle opposizioni a verificare le stanze che loro giudicano vuote, ma che invece ogni giorni offrono servizi a centinaia di cittadini del comprensorio.

Il messaggio che vorrei lanciare ai cittadini del territorio ed agli ospiti che nei vari periodi dell’anno scelgono la nostra incantevole montagna è quello di non aver timori, l’Amiata e l’Ospedale di Castel del Piano continuano ad offrire servizi efficienti e qualificati nei percorsi del sistema integrato della salute Toscana, da tutti riconosciuto il migliore.

Claudio Franci

Presidente della Società della salute e Sindaco del Comune di Castel del Piano

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150° Anniversario dell’Unità d’Italia con i Cardellini e la Filarmonica “Rossini”

Il Consiglio Comunale di Castel del Piano, il 18 gennaio, ha conferito al Corpo Filarmonico Rossini ed ai Cardellini del Fontanino il riconoscimento di gruppo musicale ed artistico di interesse comunale. Questo atto si inserisce nell’ambito dell’iniziativa assunta dal Ministero dei Beni Culturali, per celebrare i 150 anni dell’unità d’Italia, e  porterà all’attribuzione del titolo  di gruppi d’interesse nazionale a queste due emerite istituzioni musicali del nostro Comune.

Già il progetto culturale presentato dall’Istituzione Imberciadori , che si svilupperà nelle prossime settimane, ha avuto il patrocinio del Comitato nazionale sul 150° con l’assegnazione del logo delle tre bandiere. E’ quindi un altro tassello che impreziosisce il lavoro messo in campo dall’amministrazione comunale, per intrecciare la riflessione sull’Unità d’Italia alle nostre vicende locali.

 L’istituzione Imberciadori lavorerà insieme alle scuole ed ad altre istituzioni culturali per ricomporre un percorso che ci porterà ad essere italiani e che si dipanerà dagli statuti del 500, all’Unità Italia, alla Costituzione ed al definirsi oggi di un’identita’ europea. La musica ed il folclore contribuiranno a ridefinire i passaggi fondamentali attraverso i quali la comunità si riorganizza, partecipa ai processi economici e sociali che cadenzano la vita della comunità.

Infatti, se noi guadiamo all’esistenza della Banda ed ai Cardellini, non solo come un succedersi di uomini  appassionati alla musica od al canto, a cui va il merito di averle tenute in vita, ma come soggetti che interagiscono con la vita culturale, sociale , economica e religiosa del paese, cogliamo qualcosa di più del semplice evento musicale o canoro.

La Banda a Castel del Piano si costituisce nel 1807 ben prima dell’Unità d’Italia e con la propria partecipazione scandirà alcuni eventi della vita nazionale.

Già nel 1808 ,nei registri manoscritti della Compagnia del SS. Sacramento, troviamo le tracce della presenza della banda che verrà remunerata, per la processione del Corpus Domini, con lire toscane sei e quattrini tre,ma uguale presenza la troveremo nel 1812 ad accogliere Luciano Bonaparte, fratello di Napoleone, in visita a Castel del Piano, oppure salutare il granduca Leopoldo II.

La banda porterà l’ultimo saluto  ad Achille Franci ed Andrea Fratini che caddero nella guerra d’indipendenza a Curtatone e Montanara; e parteciperà nel 1890 alle onoranze a Vittorio Emanuele II  nel ventesimo anniversario della presa di Roma.

Due grandi eventi, fra gli altri, la legano alla vita della Comunità: L’inaugurazione al Monumento di Garibaldi, il secondo eretto in Italia dopo la morte dell’eroe dei due mondi, ed all’inaugurazione della centrale elettrica ,1895, in onore della quale fu musicata la marcia intitolata la “Luce Elettrica”. E’ un lungo percorso che s’interromperà per vent’anni dal 60 all’80 e che oggi continua riannodando i fili della nostra storia.                           

I Cardellini del Fontanino invece, la cui nascita è il 1951 ed il cui fondatore fu il dott. Ambrogio Ginanneschi. Sono un gruppo canoro fuori dal comune; quel suo canto il” bei”, la tirolese, lo caratterizzano e lo differenziano dalle tante espressioni musicali e folkloristiche presenti in ogni area del nostro paese. E’ quel canto che ha viaggiato per l’Italia, per prestigiosi palcoscenici in Europa e che, oltre alle  rappresentazioni televisive in Italia, ha fatto da colonna sonora ad un film documentario cinese che ha ricevuto il premio speciale della giuria.

Oggi nel mentre sono pronti a nuove tournée in Germania ed in America sollecitano una riflessione sulla loro essenza.. E’ il loro canto che affonda le radici nel costume, nella vita che le popolazioni della montagna hanno vissuto E’ una ricerca tramandata fatta di problemi quotidiani,di drammi che s’inseguono fra la passione amorosa e grandi eventi e che vengono narrati in musica. Una miscela   musicale come il cantastorie dei vecchi tempi che narrava nelle fiere e nei mercati, attraverso il canto,le grandi epopee come la Gerusalemme liberata ed i fatti di cronaca che, in assenza dei mezzi di comunicazioni, venivano divulgati dai cantastorie. Canzoni come la Moda Parigina, la Spesa di Famiglia, interpretano i costumi ed i cambiamenti, così come la Giulia e l’Angelica rappresentano drammi come la guerre e le rotture che esse producono e poi altre melodie nelle quali il fanciullo si stringe tra le braccia della mamma, come la Ninna Nanna.

Se proviamo ad approfondire questo filo che lega musica e folklore possiamo leggere altre cose importanti che ci contraddistinguono. Vediamo emergere la comunità di Casteldelpiano che partecipa agli eventi che caratterizzano la vita nazionale. La nostra comunità partecipa alle vicende dello stato preunitario con uomini che sacrificano la vita nella guerra d’indipendenza, ma dopo la costruzione dello stato unitario sono immersi nei processi politici del paese, il monumento di Garibaldi testimonia una fede liberale e risorgimentale accompagnata dal dinamismo dei soggetti economici pronti ad investire nella realizzazione di centrali elettriche, nell’immaginare la realizzazione di una ferrovia sull’Amiata, ma anche nel costruire la prima azienda di trasporti come la Rama.  Castel del Piano non è certo una realtà assopita, che assiste passivamente ai processi economici che investono il paese ma ne è protagonista.

E lo è, anche nella rappresentazione del canto dei cardellini. Uno scambio di culture di uomini che vivono la transumanza fra la montagna e la Maremma, l’essere boscaioli e segatori, il pendolarismo di un lavoro che porta ad intrecciare esperienze,valori e miserie comuni.

E’ questo intreccio fatto di imprenditori illuminati e di lavoratori che, nella fatica, hanno saputo costruirsi una migliore condizione di vita, che la nostra comunità è cresciuta e si è solidificata in questi 150 anni. Il futuro che dobbiamo costruire oggi ha queste salde ed antiche radici e consapevoli di queste dobbiamo guardare alle sfide che abbiamo davanti.

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Cardellini del Fontanino e Filarmonica “G.Rossini” riconosciuti gruppi di interesse comunale

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha indetto, in occasione delle attività programmate per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia, un’iniziativa denominata “La Musica Popolare e Amatoriale dal 1861 ad oggi” a cui questa Amministrazione ha aderito. L’iniziativa, che fa capo al Tavolo per la promozione della Musica Popolare ed Amatoriale, persegue la promozione dell’attività culturale svolta dai gruppi musicali, quali bande, cori o gruppi folkloristici,  che operano sul territorio comunale, favorendo relazioni tra diverse generazioni e sviluppando le attitudini alla conoscenza e all’esecuzione musicale. Tale iniziativa si concretizerà , in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, con il riconoscimento di Interesse Nazionale a quei gruppi individuati come di Interesse Comunale. Questa Amministrazione nella seduta straordinaria del Consiglio Comunale del 18 gennaio ha conferito alla Filarmonica “G.Rossini” e ai Cardellini del Fontanino il riconoscimento di gruppi di Interesse Comunale, in virtù dell’attività svolta in favore della promozione musicale e culturale, partecipando attivamente con concerti a manifestazioni e avvenimenti sociali che si svolgono   nel nostro territorio drante l’anno.

Nel corso della seduta del Consiglio Comunale il Sindaco da donato ai due gruppi una pergamena ricordo attestante il riconoscimento di Interesse Comunale.

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150° Anniversario dell’Unità d’Italia

DOCUMENTI PER L’IDENTITA’

Riconoscersi in un Documento. Dagli Statuti del 1571 alla Carta Europea: essere italiani a Castel del Piano, a 150 anni dall’Unità.

 

Questo il titolo del progetto che ha ricevuto il riconoscimento ufficiale del Comitato Nazionale dei Garanti per i festeggiamenti dell’anniversario dell’Unita’ d’Italia.

Un importante riconoscimento che l’Istituzione culturale Ildebrando Imberciadori ha ricevuto con grande soddisfazione.

L’Istituzione Imberciadori per la programmazione 2010/2011 ha voluto concentrare l’attenzione intorno alle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità costruendo un progetto sul concetto/idea di IDENTITA’, in relazione all’abbinamento con il termini DOCUMENTO, al fine di mettere in luce quale è stato il ruolo di un popolo che ha dovuto identificarsi prima di riconoscersi.

In questo senso si è costruito un importante lavoro con gli studenti che saranno protagonisti del calendario di eventi costruito intorno al progetto. Due proiezioni di film sul Risorgimento e l’Identità nazionale saranno l’occasione per riflettere in maniere diversa sui temi appunto dell’unità, dell’integrazione, del riconoscimento. Un incontro / convegno tenuto dal Vicepresidente del Senato Vannino Chiti ci permetterà di riflettere sul documento che più di ogni altro rappresenta la nostra identità,  la Costituzione Italiana, di cui sarà distribuita una copia ad ogni studente.

Il 16 marzo parteciperemo alla “Notte Tricolore”  in contemporanea con le maggiori città italiane, per festeggiare “il compleanno dell’Italia Unita”; una notte bianca sui generis in cui la musica sara’ la protagonista. Ed infine due giorni, il 7 e l’8 di maggio, in cui le scuole presenteranno ufficialmente i lavori svolti durante l’anno in occasione di una iniziativa pubblica alla presenza del Presidente Giuliano Amato e in cui saranno rappresentati anche gli spettacoli curati dall’Accademia Amiata Mutamenti e dalla Scuola di Musica di Castel del Piano.

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Lettera aperta del Sindaco all’Assessore Regionale Nencini

Lettera aperta all’Ass. Riccardo Nencini.

Caro Riccardo,

ho letto con attenzione il botta e risposta con il Presidente della Comunità Montana dell’Amiata e vorrei provare a portare un contributo a questa discussione.

Sono convinto che il superamento delle Comunità Montane sia un dato oggettivo del quale prendere atto, al di là delle ragioni che stanno alla base di questa decisione e che, ritengo, nessun Governo presente e futuro modificherà.

Sono altrettanto convinto che dopo l’approvazione da parte del Parlamento della “manovra finanziaria” di luglio, la Regione Toscana abbia fatto bene ad anticipare un modello funzionale del quadro istituzionale, in assenza del quale oggi navigheremmo a vista.

La legge finanziaria di luglio, infatti, introduce a partire dal primo gennaio del 2011, insieme ad altre norme, l’obbligo da parte dei Comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti, di gestire le funzioni fondamentali (corpo di Polizia, Personale, Ragioneria, Ufficio Tecnico etc…) in forma associata prevedendo il superamento delle Comunità Montane e l’istituzione delle Unioni dei Comuni.

Tutto questo rimandando a successivi decreti attuativi, dei quali ad oggi non c’è traccia, gli ambiti ottimali nei quali gestire i servizi in maniera associata.

Le norme in approvazione nella legge di bilancio regionale, offrono un quadro più certo di riferimento e sul quale è possibile iniziare a lavorare per attivare un processo che, nel corso del prossimo anno, dovrà consentirci di avviare a rendere operativo il nuovo quadro istituzionale.

I passaggi mi sembrano chiari: istituire l’Unione Speciale dei Comuni alla quale affidare le competenze della Comunità Montana e costruire attorno ad essa la gestione associata dei servizi. Facile il primo percorso più complesso il secondo che comporterà la rimessa in discussione di assetti consolidati nella storia della gestioni comunali, ma, comunque, un obiettivo sul quale vale la pena impegnarci.

Su questo percorso ritengo sia piena la consapevolezza degli amministratori.

La preoccupazione che abbiamo non riguarda tanto questo modello, seppur difficile da costruire, ma il processo di delega e la funzione politica delle Unioni Speciali, o meglio la possibilità di dire la loro e di contare delle Comunità minori.

In discussione c’è il processo di delega fra Regione, Provincie e Unioni speciali.

Infatti, se è vero che in teoria le attuali funzioni in materia di bonifica ed assetto del territorio, di forestazione ed agricoltura rimarranno in capo alle Unioni Speciali è altrettanto vero che gli atti vanno in una direzione opposta e trasferiscono i livelli decisionali alle Province, o direttamente alla Regione.

Non voglio pormi a difesa di privilegi, ma mi preoccupo per le ricadute che potranno esserci sulla vita delle popolazioni e delle imprese.

Ti porto un esempio: se i futuri bandi regionali a sostegno degli agricoltori avranno delle griglie di valutazione uguale per tutti sul territorio provinciale e regionale, le imprese più deboli, che si trovano nelle aree montane e periferiche, quali tutele potranno avere?

Il rischio reale è che il divario fra le varie aree si accentui e mini alle fondamenta la coesione sociale. È un esempio che dà la dimensione del problema e sul quale vale la pena riflettere.


Allora il punto mi sembra questo:

Come nel nuovo processo di cambiamento istituzionale la montanità, le aree meno avvantaggiate della Regione, trovano riconoscimento?

Quale possibilità hanno di contare ed incidere nelle politiche di sviluppo della Regione?

Un caro saluto

Il Sindaco Claudio Franci

 

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Interventi di riqualificazione per la zona industriale Cellane

Il titolo dell’articolo pubblicato sulla cronaca locale del Tirreno il 31/10/10, in merito all’area artgianale delle Cellane: “ A rischio 500 posti di lavoro”……. potrebbe creare un’allarme che non risponde alla realtà.

L’area artigianale delle Cellane  rappresenta oggi il polo produttivo più importante dell’Amiata grossetana. Vi operano oltre 40 imprese le cui attività si svolgono in vari campi dall’agroalimentare,ai servizi,alla meccanica e circa 500 sono gli occupati nelle varie aziende.

Possiamo definirlo il cuore pulsante dell’economia locale.

E’ indubbio che la crisi di questi anni ha agito in maniera differenziata nelle varie aziende,ma ad oggi possiamo dire che il sistema produttivo presente ha saputo reggere e reagire alle sfide del mercato.

E’ proprio partendo da queste considerazioni ed assumendo come prioritario lo sviluppo delle imprese e del lavoro che, l’Amministrazione comunale, ha ritenuto di dare priorità, nelle proprie scelte, alla riqualificazione ed al potenziamento di questo polo produttivo.

Il bando per l’accesso ai fondi comunitari, finalizzato alla riqualificazione delle aree artigianali,emanato dalla R.Toscana, ci ha offerto l’opportunità per programmare un intervento significativo di riorganizzazione dell’area.

Tre milioni di euro è l’investimento complessivo che abbiamo proposto e sul quale abbiamo richiesto il sostegno, nella fase di definizione delle scelte,  dei vari organi di governo a partire dalla Provincia di Grosseto.

L’intervento consiste nella:

-realizzazione della nuova viabilità di accesso all’area che,qualora concretizzata, consentirà di rendere più sicuro ed agevole il traffico verso l’area artigianale e nel contempo renderà più snello lo scambio di veicoli nel centro abitato;

- l’ampliamento del depuratore a servizio delle imprese presenti;

-la riqualificazione energetica , introducendo nel sistema di illuminazione corpi ad alta efficienza;

- il miglioramento e la riqualificazione della viabilità esistente e degli spazi a verde.

Su questa priorità sono alcuni mesi che stiamo lavorando con il contributo degli uffici e di un pool di progettisti,siamo ora alla fase finale,quella nella quale dovranno essere definite le priorità su base regionale di accesso ai finanziamenti.

Ci stiamo lavorando con cura; consapevoli che dalla realizzazione di questo progetto può venire un contributo importante al consolidamento delle attività esistenti ed al loro possibile sviluppo.

 

Claudio Franci

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Grande volley al Palazzetto

 

   Castel del Piano GR, sabato 25 settembre, sarà una giornata in cui si celebrerà l’inscindibile connubio sport-cibo: la serata avrà inizio alle 16, presso il palazzetto dello sport dove, per la prima edizione di  ’Antico Molino d’Orcia Volley Show’, si sfideranno amichevolmente due importanti squadre di volley e si concluderà, presso l’Antico Molino d’Orcia, a partire dalle ore 19.30 con ‘Le Bancarelle dell’Antico Molino’ per degustare vino e cibo rigorosamente biologici. L’evento è sostenuto dalla Comunità Montana Amiata Grossetano, dalla Provincia di Grosseto e dal comune di Castel del Piano.

   Il territorio incontaminato, lo sport ed il cibo saranno l’anima di una giornata incentrata sul ‘benessere’ e che metterà in rilievo come questi elementi,  favoriti dalla cornice amiatina, si leghino naturalmente. A partire dalle 16, sarà una festa della pallavolo e uno straordinario momento di aggregazione sociale con il secondo sport più praticato in Italia che conta  più di 300.000 tesserati. A Castel del Piano sarà l’occasione per vedere da vicino il volley di qualità, per la popolazione e per i tifosi provenienti da altre realtà. La sera, dalle ore 19.30, attraversando il territorio, dalle montagna alle colline, presso l’Antico Molino d’Orcia (Montenero, frazione di Castel del Piano) saranno protagonisti i prodotti enogastronomici, biologici, dell’Amiata che si conferma un’oasi ricca di risorse da scoprire e valorizzare.

   La data del 25 settembre coincide  con l’inizio dei Campionati Mondiali di Pallavolo che si svolgeranno in Italia e che impegneranno 24 nazionali. A Castel del Piano si incontreranno due squadre importanti a livello nazionale che, per gli addetti ai lavori,  non hanno bisogno di presentazione: la Globo Banca Popolare del Frusinate Sora che, dopo un solo anno di serie A2, ha lasciato il segno in molti palazzetti d’Italia e ha stupito tutto l’ambiente pallavolistico con il suo irruento inizio campionato durante il quale si è guadagnata l’appellativo di matricola terribile; e la NGM Codyeco Lupi di Santa Croce che è sicuramente la società pallavolistica più titolata della toscana e dell’Italia con quasi cinquant’anni di onorata carriera alle spalle durante i quali ha preso parte a più di 20 campionati di serie A2 ed a 3 di A1.

 

   Nell’occasione l’amministrazione comunale di Castel del Piano metterà a disposizione un palazzetto dello sport completamente ristrutturato. Questo appuntamento vuol essere lo stimolo per una crescita che consenta, nel tempo, il rilancio dello sport di qualità e la pallavolo potrà essere uno dei motori propulsori delle attività sportive ad alto livello nel comprensorio amiatino. 

 

 Un invito rivolto ad un pubblico scelto a recarsi gratuitamente al palazzetto di Castel del Piano tramite inviti numerati per essere protagonisti di un grande evento sportivo: la I edizione dell’ “Antico Molino d’Orcia Volley Show”.

 

  La serata si concluderà a Montenero Presso l’Antico Molino d’Orcia con “Le Bancarelle dell’Antico Molino” con prodotti genuini e pieni di gusto del territorio (per informazioni 0564/957438 o info@anticomolinodorcia.it)

 

 

 

 

 

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